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Lo
spunto, o per meglio dire, il germe dal quale nasce lo spettacolo
risale alla nostra visitazione nel mondo della tragedia
greca, il mondo culturale in cui si sviluppa questo genere
di espressione teatrale. Dal germe, che ci ha stimolato,
si è sviluppato ed ha preso via via forma una tematica condensata
nelle molteplici possibilità del nostro linguaggio teatrale.
Le tracce di Medea, di Antigone e di Edipo risuonano nascoste
nello sfondo della scrittura drammaturgica dello spettacolo.
Ciò che è stato importante in questa operazione, affrontando
e confrontandosi con la tragedia, è la necessità di interrogarsi
con una coscienza vigile che può risvegliare in noi il dialogo
interno con la storia ed il mondo in cui viviamo.
Con
Bayatly Medea vola in Persia
"In un clima di tratti pasoliniani, la maga Medea del mito,
restituita alla sua origine persiana, si sveglia al suo
incantatore del flauto di un attore sciamano dalla folta
barba spruzzata di bianco, per andare incontro ai personaggi
tragici di Euripide e Seneca, e confrontarsi poi, anche
nel contatto di un solo gesto esemplare, con altri personaggi
della cultura classica, Antigone ed Edipo.
Germina infatti da una libera originale visitazione della
tragedia greca. Vello d'oro di Kassim Bayatly ...(...) alla
guida di un suo Teatro dell'Arcano al cui interno si distillano
un'idea e una pratica di teatro come conoscenza di sé e
delle proprie radici, sia per gli attori che per il pubblico."
Lia Lapini
"La Repubblica Firenze" 3 Luglio 1994
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