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Lo
spettacolo è abbinato alla pubblicazione del libro di Kassim
Bayatly "Il corpo svelato" che tratta aspetti della danza
nella società arabo-islamica, con l'intenzione di stimolare
l'interesse di chi cerca di conoscere il nostro orientamento
nella danza che varca i limiti prefissati tra teatro e danza.
Le immagini visive e sonore in questo spettacolo costituiscono
una realtà del mondo intermediario immaginario. Ogni movimento
corporeo, ogni gesto ed ogni azione nella struttura drammaturgica
dello spettacolo è carico di valori e di sensi che si rivelano
come composizione articolata di un testo. È una sorta di
coreografia invertita in forma drammatica. È un testo spettacolare
composto in conformità del nostro percorso teatrale, nel
quale confluiscono diversi aspetti del linguaggio espressivo
del "teatro che danza".
"Il
teatro che danza: non una danza astratta ma che assorbe
l'orizzontalità del movimento in una danza dell'energia
e del pensiero che penetra in una dimensione verticale dando
possibilità all'uomo di percorrere un sentiero verso se
stesso."
E. Ulivi
"La Nazione" mercoledì luglio 1996
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