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Due
donne in soffitta trovano un piccolo libro bianco che apre
la porta ai loro sogni e alla loro memoria: gli oggetti sembrano
improvvisamente animarsi e l'intera stanza diventa teatro
di storie e personaggi provenienti da uno spazio altro. Il
minuscolo libro da inizio alla storia e le sue pagine bianche
rivelano un testo che scrive contemporaneamente all'azione
che si sta svolgendo. Una figura mediana, soglia tra reale
e irreale, fa loro da tramite e le accompagna in un perscorso
interiore che le apre a dimensioni sconosciute, ad altre culture:
le due donne assistono, prima più da spettatrici, poi
sempre più partecipi, allo svolgersi di una storia
da loro stesse evocata.
Un
soffio introduce i personaggi e lo spazio diventa al contempo
intimo e magico mentre il confine tra sogno e reale si fa
sempre più sfumato. In questa atmosfera protetta, ma
al contempo "aperta" compare la figura di una giovane
donna che, dopo la morte della madre naturale percorre sentieri
sconosciuti, si perde e viene trovata da una figura ancestrale
che abita in una strana casa protetta da tre animali antropomorfi.
E'
in questo spazio ni fiaba che le due protagoniste attraverso
l'iniziazione della giovane, vivono il loro personale e intimo
"rito di passaggio", partecipando allo svolgersi
degli eventi e condividendone le emozioni.
Ben
presto le due donne si renderanno conto di trovarsi in un
luogo in cui il tempo ha un andamento circolare, dove quando
"tutto è compiuto", tutto si ripete.
"Il
Bagatto"
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